UNA STORIA PARTICOLARE

Architettura e Arte Contemporanea nella Collezione Cresti.

Siena, Piazza Postierla 2

9 Ottobre 2010, apertura dalle ore 15:30 alle ore 18:30


Nel cuore di Siena, a pochi metri dalla Cattedrale si erge lo storico Palazzo Capitani: un nobile edificio del ‘700 che custodisce al suo interno un inatteso scrigno di opere dei più grandi maestri dell’arte contemporanea. Una storia particolare, un racconto architettonico iniziato nel 1994 quando Lucia Cresti decise insieme all’architetto Andrea Milani di ridefinire la spazialità di un’antica abitazione. Un progetto sperimentale, dove l’architettura potesse dialogare con l’arte contemporanea e dare vita ad un itinerario di suggestioni creative. Fin dalla prima fase progettuale l’architetto Milani rivelò una definizione spaziale interna capace di allacciare immediate relazioni percettive con lo spazio urbano: l’intento era proprio quello di creare una costruzione che idealmente si ponesse come estensione della città. Un rapporto reso ancor più forte dalla scoperta della torre medievale riemersa a sorpresa nell’intervento di recupero delle strutture settecentesche; un residuo limitato, che Vittorio Savi amava definire torre interiorizzata, virtuosa composizione capace di riecheggiare gli infiniti “minareti” altomedievali della città di Siena.

Legno, cemento, pietra, corten, acciaio sono le materie vibranti che hanno costruito questo spazio, diventato dal 1996 open house per importanti acquisizioni di arte contemporanea e progetti site-specific. Una percorso emozionale iniziato con l’acquisto della tela di Zoran Music, esposta recentemente anche nella mostra “Arte Genio e Follia”, e proseguito con opere di celebri artisti quali, Carla Accardi, Enrico Castellani Jannis Kounellis, Mimmo Paladino, Ettore Spalletti, Emilio Vedova ecc… Un tracciato ricco di conquiste, che oltre nella pittura e nella scultura ha visto la sua evoluzione nel fascino realistico delle fotografie di Gabriele Basilico, Paola De Pietri, Mimmo Jodice e Walter Niedermayr.

Lucia Cresti fin dalla nascita della sua collezione ha instaurato un solido legame con i vari artisti seguendo la genesi del lavoro e stabilendo uno stretto colloquio fra Committente, Artista e Luogo che ha ulteriormente rafforzato l’ idea di un progetto unico nel suo genere.

La sfida al contemporaneo è ormai aperta: la volontà è quella di trovare esplicitata la funzione sociale dell’arte come attualizzazione di possibilità rimosse, come luogo per comunicare nuove osservazioni.

Evento in collaborazione con AMACI per la sesta edizione della Giornata del Contemporaneo.

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